problemi stampante 3d

Problemi stampante 3D: impariamo a calibrarla

Calibrare una stampante non è affatto così difficile come si potrebbe pensare a prima vista. Tutto ciò che serve, difatti, è semplicemente svolgere una serie di passaggi. Eppure ancor oggi sono tante le persone che trovano varie difficoltà nella calibrazione della propria stampante. Cosa fare? Quali impostazioni stampante 3D cambiare? Problemi stampante 3D? Rispondiamo “no grazie!”; ecco una breve guida su come bisogna calibrare stampante in modo corretto.

Indice

Introduzione

Quando ci si avvicina alla stampa in 3D una delle maggiori problematiche tra tutte quelle che sorgono riguarda il piano di stampa. Si tratta al di fuori da ogni dubbio di ciò che molti considerano alla pari di una difficoltà praticamente insorpassabile. Le problematiche legate a questo tipo di fattore, in effetti, non sono affatto poche anzi molti problemi di stampa 3D derivano proprio da qui.

Non si può proprio ignorare l’elevata importanza di un lavoro di questo genere, specialmente considerando le varie problematiche annesse. Non si potrà eseguire un buon processo di stampa senza effettuare una buona calibrazione della stampa stessa. In effetti, se il piatto stampante 3d non venisse ben tarato, cercando di rispettare tutte le indicazioni di correttezza, molto presto potrebbero sorgere problemi vari e difficoltà di ogni genere. 

Basti capire che anche il minimo errore potrebbe generare alcune zone in cui il filamento di stampa non aderirà bene al piatto e altre in cui l’adesione invece sarà buona.

problemi stampante 3d - calibrare piatto
Calibrare il piano

Calibrazione automatica o manuale?

Questo potrebbe creare varie difficoltà e problemi successivamente, durante il processo di stampa vero e proprio. Per migliorare stampa 3D e calibrare bene il piatto di stampa occorre considerare la posizione degli assi xyz, la cui presenza aiuta tantissimo a svolgere una calibrazione stampante 3d estremamente precisa. La nota positiva è che alcune stampanti includono un funzionamento di calibrazione automatica del piatto. Non serve fare x step per svolgere tutta la procedura autonomamente (tutto viene svolto dalla stampante stessa) e il piano della stampante 3D sarà sin da subito pronto all’utilizzo.

In altri casi, invece, bisogna svolgere la calibrazione in modalità old school: occhio, orecchio, talvolta righello. E i risultati saranno comunque molto buoni, specialmente se si presta attenzione a tutto ciò che riguarda le impostazioni della stampante 3D. Una volta che si riesce a capire come eseguire bene tutta la procedura (e le prime volte il tutto potrebbe risultare particolarmente difficoltoso), successivamente diventerà tutto molto più semplice e immediato; i nostri oggetti stampati 3D non avranno più difetti!

calibrazione automatica

Piano riscaldato stampante 3D? Ecco come funziona

Una stampante 3D include diversi elementi hardware necessari per svolgere tutte le operazioni di stampa senza alcun problema. Per esempio, la testina nel caso di una stampante 3D è costituita da un apposito estrusore. Al posto dell’inchiostro, invece, si può trovare senza problemi il filamento di un certo materiale. 

Proprio quest’ultimo serve agli utenti per realizzare oggetti di vario tipo e di dimensioni differenti. A tutto questo si aggiunge anche una specie di motore dotato di vari ingranaggi utili per spingere il filamento nell’estrusore. Senza dimenticarsi anche di tutti quei dettagli che bloccano oppure lo ritraggono qualora servisse.

Il filamento esce da un apposito beccuccio e serve appositamente per sospingere fuori il materiale che viene fuso poco prima. Invece del foglio c’è il piano. Si tratta di un supporto che può essere riscaldato, ma che si può usare anche a freddo. Qualora il supporto in questione fosse riscaldato, al suo interno si può trovare una resistenza molto simile a quella presente nella porta posteriore dell’auto.

Piatto riscaldato
Componente piatto di stampa

Problemi stampante 3D: a cosa serve il piatto riscaldato?

Il calore aiuta a far aderire più efficacemente l’oggetto durante i vari processi di stampa. Grazie a qualche piccolo accorgimento, l’oggetto non si può spostare e la stampa viene svolto in modo più preciso e anche veloce.

Conoscere l’hardware di un piatto riscaldato stampante 3d serve appositamente per eseguire la stampa in piano in modo preciso ed efficace. Altrimenti potrebbero sorgere vari problemi stampante 3D e numerose difficoltà. Il piano della stampante 3D può essere calibrato senza molti problemi soprattutto se si ha dimestichezza in questo tipo di azioni e, ovviamente, la presenza di un piano stampante 3D estremamente preciso aiuta a migliorare considerevolmente tutto il processo di stampa 3D.

Per questo al giorno d’oggi il piatto di stampa per le stampanti 3D viene realizzato soltanto con dei materiali in grado di aumentare ulteriormente la facilita e la precisione di stampa.

Problemi stampante 3D: obiettivo della calibrazione

L’obiettivo principale della calibrazione è quello di far sì che la distanza tra l’ugello e il piano di stampa sia costante in tutte le are di stampa. Per dirla brevemente, quindi, non devono esserci dislivelli di alcun genere. Solo in questo modo si potrà a tutti gli effetti eseguire una stampa davvero perfetta evitando il così detto warping stampa 3D. 

D’altro canto è anche ben tenere a mente che una calibrazione ideale sotto tutti i punti di vista è praticamente irraggiungibile. Ci saranno sempre dei dislivelli sul piano di stampa, anche minimi. Basti pensare che persino nel caso della calibrazione automatica del piano di stampa spesso e volentieri ci sono dei dislivelli che a lunga andare potrebbero portare problemi stampante 3D e influire sulla qualità della stampa.

Le fondamenta della nostra stampa

Dunque ciò che serve è solo raggiungere un risultato più o meno soddisfacente. Non serve per forza di cose fare un piano ideale, ma sicuramente migliore sarà il piano di stampa e migliore sarà la stampa stessa. Per verificare che il piano sia davvero ben calibrato, si può prendere in considerazione l’idea d’inserire un apposito foglio (circa 3 mm) tra il piano e l’ugello

Per dirla brevemente, la calibrazione è tanto importante quanto lo è la posa delle fondamenta di un edificio. Basta comunque considerare che depositando il primo strato la distanza dall’ugello al piano non sarà comunque mai regolare su tutta la superficie. Quindi bisogna prepararsi a gestire la situazione in modo adeguato. 

Tutti possono livellare il piatto della stampante 3D, in quanto non è affatto così difficile come si può pensare. Certo, serve dell’esperienza, un po’ di attenzione e d’impegno, ma bastano pochi passaggi per riuscire a svolgere una calibrazione del piatto precisa.

Livellare il piatto di stampa

Livellare il piatto di stampa si può in vari modi. 

Metodo manuale

Innanzitutto spicca quello manuale, di cui abbiamo parlato fino ad ora. Tale operazione di calibrazione può essere svolta grazie all’impiego di opportuni strumenti di livellamento e prevede la necessaria creazione di un uguale spazio tra l’ugello usato per la stampa e il piano di stampa stesso. Il livellamento manuale non è il più confortevole, ma se svolto bene può comunque risultare estremamente preciso. Proprio per questo tantissime persone preferiscono imparare a svolgere la calibrazione in modo manuale prima di effettuarla in modo assistito o in quello automatico. Ma di cosa si tratta?

Metodo assistito

La calibrazione assistita è quella che viene svolta grazie all’aiuto di altre persone oppure di strumenti esterni, come dei sensori. In questo modo il piano della stampante 3D viene posizionato in modo molto preciso ed è uno dei metodi preferiti da tanti utenti differenti. 

Non bisogna dimenticarsi di tutto ciò che riguarda la calibrazione automatica. Cos’è? Beh, è semplice da capire: è la stampante stessa a calibrare il proprio piano di stampa. Si tratta di una funzionalità che ultimamente viene inclusa sempre di più nelle varie stampanti. In questo modo l’utente non deve fare nulla: di tutto si occuperà la stampante. E si potrò comunque controllare il processo di stampa dalle impostazioni della stampante 3D.

Livellare con i sensori esterni

Alcune stampanti possiedono dei specifici sensori, tra cui un posto particolare è occupato da quello di prossimità. Quest’ultimo aiuta a svolgere tutti i lavori di livellamento ed è ottimo soprattutto affinché la stampante stessa possa autocalibrare il piano senza richiedere troppe attenzioni o sforzi vari da parte dell’utente. Aiutandosi con dei sensori esterni, il principale strumento di calibrazione resta comunque il foglio di carta.

sensore di calibrazione
Sensore di calibrazione

Problemi stampante 3D: testare la calibrazione

Finalmente tutti lavori di calibrazione sono stati terminati? Bene, ora non resta che testare la calibrazione. Come già accennato prima, per fare il test è necessario prendere un foglio di carta dallo spessore minore di 3 millimetri e interporlo tra l’ugello e il piatto di stampa. Se non si notano dislivelli di alcun genere in questo spazio, si può assumere che la calibrazione sia stata svolta bene

Tuttavia si possono fare anche degli altri test a parte questo. Per esempio, si può prendere in considerazione l’idea di stampare un benchmark per vedere se l’ugello si muove bene e aderisce al piano di stampa.

Come migliorare l’adesione del primo layer al piatto?

Senza dimenticarsi, ovviamente, di tutto ciò che riguarda il warping della stampa 3D. Si tratta di una problematica molto comune a varie stampanti 3D, in quanto è sintomo di una bassa qualità di stampa e, forse, anche della presenza di possibili errori nella calibrazione del piano di stampa. 

Problemi stampante 3D: cos’è il warping?

Parliamo del sollevamento dei vari angoli dell’oggetto 3D creato a causa di una poca adesione del primo layer al piatto. Ciò che viene fuori dal processo di stampa, quindi, non è semplicemente un oggetto ben curato da tutti i punti di vista. Si tratta di un oggetto difettoso proprio a causa del sollevamento degli angoli.

La buona notizia in questo caso è che ci sono delle soluzioni utili per risolvere il problema del warping. Per esempio si usa un piano di stampa appositamente riscaldato

Quest’ultimo, difatti, aiuta a mantenere sempre a una temperatura calda i layers inferiori del piano durante proprio tutte le fasi di stampa. Talvolta le temperature sulle quali si agisce sono anche abbastanza elevate. Si può comunque regolare la temperatura del piano anche dalle impostazioni della stampante 3D.

warping
Problema del warping

Un’altra soluzione a questo problema riguarda il raffreddamento della ventola. Si può facilmente disattivare il meccanismo di raffreddamento per evitare che durante la creazione degli oggetti. Per esempio, tante persone preferiscono addirittura disabilitare totalmente il funzionamento della ventola di raffreddamento.

L’effetto che si crea in questo caso è al 100% simile a quello del riscaldamento del piatto: la presenza di una maggiore temperatura aiuta a eliminare il difetto legato al warping. Infine si può prendere in considerazione anche un’altra soluzione: usare un altro spazio riscaldato. Basta posizionare la stampante in un involucro termico per isolare l’area di stampa. In genere l’alta temperatura aiuta a migliorare l’adesione del primo layer al piatto di stampa.

involuco termico

Riepilogo

Come si può facilmente vedere, svolgere la calibrazione non è difficile, ma ci possono essere dei problemi con la stampante 3D. Tali problemi possono rendere difettosi gli oggetti stampante 3D, compromettendo quindi la qualità della stampa. Gli oggetti stampati in 3D, per esempio, possono avere gli angoli sollevati verso l’alto (problematica di cui abbiamo già parlato prima). 

Nel caso in cui la calibrazione fosse svolta davvero male, gli oggetti realizzati potrebbero addirittura essere storti. I problemi di stampa in 3D vanno risolti prima ancora d’iniziare un qualsiasi processo per evitare di dover rifare tutti i lavori. Del resto, molto meglio svolgere la procedura di livellamento una sola volta, all’inizio dei lavori, invece che dover rifare tutto da capo. Giusto?

Conclusione

Non si può proprio ignorare il processo di calibrazione della stampante, insomma. E non si può proprio fare a meno di svolgere tutti i lavori nella miglior maniera. Dall’attenzione prestata a tutto ciò che riguarda la calibrazione del piatto dipende la qualità dell’oggetto stampato. 

Si consiglia di usare la tecnica manuale di calibrazione del piatto di stampa oppure rivolgere le proprie attenzioni verso il livellamento automatico, ma solo se la propria stampante supporta questa funzionalità.

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